Testi di Bruno Corà, Massimo di Stefano e Tonino Sicoli
MAON, 2014
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“Dell’opera di Magli ho fisicamente osservato soprattutto i cicli di lavoro degli anni Novanta e Duemila. Incontro Magli mentre non sono ancora comparsi dal suo orizzonte, sotto l’aspetto dell’interesse e dell’esercizio sempre ripreso, sia i ‘gessi’, sia i ‘cartoni’, sia le ‘cere’, sia gli ‘ori’. L’artista, pur conservando un’innata discrezione nel trattamento di tutte queste materie, tra loro così diverse, si avverte che ne conosce profondamente le proprietà e le reazioni alle sue sollecitazioni; più che aver dubbi o certezze, Magli preferisce correre continuamente ‘rischi’; si sente che ama ‘tentare’, ‘osare’ in attesa di un’emozione e di una scoperta.” |
