introduzione di Emilio Villa e testi di Fortunato Bellonzi, Corrado Cagli, Ettore Colla, Bruno Corà, Enrico Crispolti, Nello Ponente e Cesare Vivaldi
DELTA EDITORI, 1971
|
“Ho incontrato Nuvolo, la prima volta, alcuni anni fa a Roma, allo studio del pittore Burri, suo concittadino e amico. Era appena giunto dalla nativa Umbria, dov’era cresciuto nella solitudine del paesaggio e della natura, in cui gli uomini, come le cose, sono caratterizzati dalle incantate notti estive e dalle profonde notti invernali. Solo da esseri completamente differenti da ciò che conosciamo, e così stigmatizzabili, possono scaturire figurazioni tanto libere e piene di fresca poeticità. Le sue opere, infatti, appaiono quali immagini di un bel sogno, appunto perché esse appartengono, a una straordinaria verità irreale. I mezzi con i quali Nuvolo lavora, in parte artigiani, sono pronti e utili a tessere il colore tra le orditure delle sue tele, per ottenere una materia che possa, anche questa, sorprenderci felicemente. Non vorremmo essere considerati eccessivi, nell’affermare che, tra i pittori di oggi, Nuvolo è quello che più merita la nostra indicazione.” |
