a cura di Bruno Corà
PETRUZZI EDITORE, 2005
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“In una delle numerose pagine scritte da Emilio Villa per Nuvolo, mi riferisco a quella che accompagnava la sua mostra personale presso la galleria La Tartaruga di Plinio De Martiis a Roma nel 1958, si legge: ‘Personalmente, reputo un’avventura, una fortuna rara di aver potuto assistere alla nascita così inattesa della sua vocazione. Una notte del 1951, inventava il suo sistema di lavoro, il suo strumento, adatto ad accogliere le vibrazioni del polso; ed entrava così, a memoria, parlando di pittura e di amore come un cieco, nei gradi più solenni della contenuta naturalezza moderna, nello scandaglio più allarmante delle sorgenti automatiche, nel registro di quella operosa partecipazione alle platoniche sfere delle’eleganza…’.” |
